Come nella purezza del bianco scisso dall'empia oscurità, s'insinua la forza del nero; così nel piacere vi penetra e vi si confonde il dolore.Allo stesso modo, d'improvviso, sul giorno sottile scese la notte pesa.
L'anima si liberò dai corpi e i corpi si liberarono dagli abiti, mentre ongi cosa sembrava unirsi in una immobile danza frenetica.
Il divino per la prima volta in me si liberava dal profano.
La donna fu davanti all'uomo e allora l'anima fu davanti all'anima, e il corpo davanti al corpo.
Senza freno il tempo mosse sull'eternità, e la pelle scivolò sulla pelle... poi quando le sue mani afferrarono le mie mani e la mia bocca si congiunse alla sua... la nostre anime si baciarono, e il Dio conobbe per la prima volta sse stesso, nel modo in cui da sempre il Dio si conosce.
Il silenzio creava alto il suono di ogni tocco...
Si toccavano le membra, si toccavano i ventri, si toccavano i capelli: le anime volevano toccarsi.
E così doveva essere per la pretesa che ha l'armonia che regge questo universo: che il divino stesse dentro il divino, il bene dentro il male, l'unicità dentro la molteplicità, la follia dentro la saggezzza, la guerra dentro la pace, il particolare dentro l'universale e Dio dentro Dio.
E le anime furono per toccarsi...
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RispondiEliminaBel blog!!
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