Tutti indossiamo una maschera.
Nessuno è ciò pensa di essere.
Nessuno, aggiungerei, sa chi è veramente. Siamo talmente complessi che una vita sola non ci svelerà le nostre esatte identità, posto che sia corretto ostinarsi a riconoscercene una, e una soltanto. Forse indossiamo una maschera proprio per non smarrirci, che ci venga imposto di farlo o meno.
Ne scegliamo una tra mille e la ostentiamo al mondo come l'Io narrante dei nostri giorni, "Unico e irripetibile Io", mentre superiamo tramonto dopo tramonto limiti e confini in caduta libera, perdendoli.
Oh, quanto poco insegna il passato!
A volte succede però come d'intuire che dentro ognuno di noi coesistono più voci... più punti di vista, altri,... che come le stelle ci indicano la strada della verità; ma come specchi riflettiamo i nostri 'Noi' negli occhi dell'Altro, assolutamente sicuri di riconoscerlo, capirlo, prevederlo al di qua/là della sua maschera... sperimentando l'utilità di un sorriso, il calore di una carezza sui capelli. L'agonia dell'entropia.
Ma non lo capisci che TU sei ME, un pochino?
Che tutti siamo la stessa unica cosa erroneamente distratti, ermeticamente celati dalle piccole miserabili mascherine che ci cuciamo in faccia?
Dai, prova a dividere il tuo/mio IO-UNO del cazzo con la calcolatrice, per un Io-uno ridotto (da un dubbio, domanda, sospetto) anche solo di pochissimo....che so:
"1 : 0,000000001"
"1 : 0,000000001"
Non risulterà anche a te un quoziente prossimo all'infinito?
“Una" cosa incommensurabilmente grande?
….bene, questo risultato sei tu, TU che scioccamente, timidamente inconsapevolmente tieni prigioniero dentro lo strato sottilissimo di una maschera.... che maschera... e ci divide, ci limita e ci allontana... Ci aliena e ci fa dire: "questo è mio, questo è tuo. Io sono Io, tu sei Tu!"
Io e Guendalina mi-ti-vi ama , anche se il mio ALTRO qui seduto al di là di questo schermo ci dice che sbagliamo, che siamo fuori come un balcone e che NON può essere amore, che NON è normale tutto questo...
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